Google+ e Gmail

Google+ e Gmail

Giovedì 9 gennaio Google ha annunciato l’integrazione di due dei loro prodotti più noti, Gmail e Google+. Questa funzionalità permette di scrivere email a utenti di cui non si possiede l’indirizzo email ma che sono presenti tra i contatti Google+.

La funzionalità è semplice: mentre inizi a scrivere il nome del destinatario Gmail ti suggerirà alcuni degli indirizzi mail che hai in rubrica e anche anche alcuni dei tuoi contatti di Google+. Gmail non ti rivelerà l’indirizzo email del destinatario fino a che lui o lei non abbia risposto alla tua mail o ti aggiunga a sua volta su Google+.

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Ma ricorda che su Google+ le persone possono aggiungerti alle loro cerchie senza il tuo permesso. A differenza di Facebook, dove occorre accettare una richiesta di amicizia perché due persone siano in contatto, su Google+ tutti possono aggiungere tutti. Ciò significa che potresti ricevere email da persone che non ti conoscono e tu non conosci semplicemente perché hanno trovato il tuo profilo su Google+ e ti hanno aggiunto alle loro cerchie.

La cosa potrebbe piacerti perché puoi essere contattato da più persone, ma altri potrebbero trovarla un’invasione della privacy. Google ha attivato la funzione di default, ma c’è un modo per disattivarla.

Dalla schermata principale di Gmail, clicca sull’icona delle impostazioni:

Google+ Gmail

 

Poi vai alla sezione “Invia email mediante Google+” e quindi seleziona “nessuno”:

Mail da Google+

In questo modo nessuno potrà più scriverti senza avere il tuo indirizzo email.

Legare l’uso di Google+ a uno degli altri loro prodotti non è una strategia nuova per Google. In novembre avevano già legato Google+ a Youtube, obbligando gli utenti a registrarsi su Google+ prima di poter lasciare un commento su un video di Youtube. Pare che anche il co-fondatore di Youtube,  Jawed Karim, non abbia espresso il suo entusiasmo per la scelta. Dopodiché è stata la volta di Gmail. Molti dicono che siano tutti tentativi di tenere in vita il loro social media, che in realtà non sta avendo molto successo.

Ma voler diffondere un servizio rendendolo obbligatorio ottiene spesso l’effetto contrario. E tra i molti che trovano questa strategia perdente includo Chris Taylor che nel suo ultimo articolo su Mashable, “Sorry, Google+, we still won’t come at your party” (Scusa Google+, continueremo a non venire alla tua festa”) scrive “Quello che Google sembra non capire è che nessuno può essere obbligato a partecipare ad una festa. E alla fine, è proprio l’obbligo a partecipare che rende la festa insensata”

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About the author / Chiara Grassilli

Appassionata di social media, SEM, SEO, digital marketing e growth hacking. Autrice dei blog TranslatorThoughts, ChiaraGrassilli.com e ItaliaSocialMedia.

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